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"cultura e territorio"


Quaderno annuale di Studi Storici dell'Accademia di cultura intemelia


copertina Intemelion 18

Sommario del n. 18
(2012, pp. 212 + 8 tav. a colori - € 16,00)

volume € 16,00    file PDF € 8,00

 

« STUDI »

C. PAMPARARO, Archeologia urbana nell'area del "Cavo": riletture e riflessioni sulle origini di Ventimiglia
L'area presa in considerazione in questo articolo riguarda prevalentemente il "Cavo" di Ventimiglia alta; le intenzioni sono quelle di esporre in un unico contesto e in un unico articolo tutte le notizie riportateci dalle fonti e dagli scavi sui ritrovamenti effettuati proprio su questa realtà, per poter così finalmente fare un punto quanto più esatto della situazione. L'elenco completo di tutti i ritrovamenti e di tutti gli articoli riguardanti il periodo trattato, e quindi specificatamente lo scorcio di tempo che va dal V al IX secolo, ha visto l'unione di dati tipicamente nozionistici e di informazioni (spesso solo parziali) di dati di scavo effettuati negli ultimi 30 anni.L'analisi che può emergerne risulta attenta e precisa su molti spunti e, pur se limitata solamente al materiale edito e quindi aggiornabile, ci da un preciso quadro di riferimento. L'importanza di queste analisi e la relativa "semplicità" della loro lettura, unite all'unicità sia della pubblicazione per la prima volta del diario di Umberto Martini e delle sue foto alla fine del capitolo creano un primo esempio che meriterà di essere seguito e portato avanti, sia collaborando con la Soprintendenza Archeologica della Liguria che analizzando nuovi dati e nuovi elementi, sia con l'Istituto Internazionale di Studi Liguri che con chi ne fosse a conoscenza.

F. AMALBERTI, L'architettura e l'edilizia a Ventimiglia tra '400 e '500
Tra la fine del Medioevo e l'inizio del Rinascimento nella zona intemelia vengono realizzate nuove importanti opere. Nella prima parte del saggio vengono riportate le notizie, tratte da documenti d'archivio, riguardanti: operatori del settore (maestri e maestranze); accesso alla professione di muratore (contratti di apprendistato) e materiali da costruzione, in particolare calce (fornaci da calce, trasporto di pietre e legna fino alle fornaci e della calce dalla fornace verso i cantieri), laterizi (mattoni e tegole, fornaci per laterizi) e legname (taglio degli alberi nel bosco e trasporto di alberi, travi e tavole verso valle). Nella seconda parte vengono esaminate le principali opere realizzate nel periodo studiato: la costruzione del complesso monastico di Santa Maria della Consolazione (Sant'Agostino) e il tentativo di lottizzare il territorio circostante (Bastita) e l'erezione del convento dell'Annunziata a Ventimiglia; l'ampliamento della chiesa di San Nicolò a Borghetto; la costruzione della chiesa parrocchiale di San Sebastiano a San Biagio della Cima; la ricostruzione della chiesa di San Marco e dei portici della piazza a Camporosso; la costruzione della chiesa e la riabitazione di Airole. In appendice sono riportati documenti inediti relativi ai contratti di costruzione di chiese e conventi e al trasporto del legname da Breil a Ventimiglia.

C. ELUÈRE, Canavesio e la Morte

G. SAVIO, La Promenade du Midi a Mentone: guide anglosassoni, letteratura e materiali poco noti. Premesse per una ricerca
Come è noto la Promenade du Midi a Mentone venne realizzata fra il 1863 e il 1878 in un periodo di grande trasformazione urbanistica della città e fu determinata dalla necessità di adeguamento nei confronti di un turismo/interesse culturale sempre più ampio e numeroso che vide, in particolare, fra i vari ospiti del paese, quelli di matrice anglosassone fra i più assidui e interessati a promuovere il territorio anche in Patria. Tale saggio vuole, analizzare quali furono le fonti, con un occhio di riguardo alle guide di viaggio e alla letteratura artistica (in particolare i periodici) che tali visitatori poterono consultare all'epoca.
La ricerca dei materiali è stata ristretta al trentennio fra il 1870-1901 e può considerasi un primo approccio nei confronti di uno studio, in ambito italiano, ancora in fase di strutturazione laddove l'argomento è stato trattato finora, ancorché in maniera episodica e parziale. Dalla analisi dei principali testi reperiti, alcuni dei quali quasi sconosciuti è emersa, infatti, una messe straordinaria di informazioni atte a comprendere soprattutto come tale emergenza monumentale fosse apprezzata e percepita dal pubblico d'Oltre Manica. Si tratta di testi che risultano una fonte inesauribile per studi specifici e ricerche interdisciplinari, affidata alla memoria di studiosi locali e viaggiatori (o come vedremo medici), trascritta nei loro diari o pubblicata in guide di viaggio o riviste di settore. La descrizione della Promenade appare dunque, in questo contesto, un importante punto di partenza per approfondimenti relativi alla percezione dell'intera città di confine.

J.-L. PANICACCI, Le ripercussioni dell'occupazione italiana in Francia nella provincia di Imperia
Si evoca l'esaltazione patriottica suscitata dalla stampa locale nel luglio del 1940, per la conquista di Mentone; l'impatto del saccheggio della "Città dei limoni" e la ricostruzione della città conquistata da 2000 operai liguri; la straordinarietà della colonizzazione dell'«italianissima Mentone» ad opera di 1475 da liguri, il fermento irredentista dell'Istituto di Studi Liguri di Bordighera o del "Gruppo di Nizza e dei Nativi Azione Nizzarda"; l'attività del tribunale militare di Sanremo concernente sia i Mentonaschi che i militari del XV Corpo Armata, la presenza nelle carceri della provincia di Imperia di un centinaio di resistenti francesi che si opponevano all'occupazione italiana; ed infine le conseguenze del declino della la IV Armata nei giorni 8 e 9 settembre del 1943.

W. FORNER, Layron, vay en mala hora. Le più antiche attestazioni del Pignasco

 

« ARCHIVIO DELLA MEMORIA »

L. MACCARIO, Custüme ventemigliusu. Abbigliamento tipico, tradizionale della zona intemelia marittima

L. VIALE, Tre dolci della tradizione ventimigliese

 

« CRONACHE E STRUMENTI »

L. IPERTI, Penna in valle Roia (XIII-XVII secolo). Gli antichi statuti, fonti per la storia di una comunità
Penna, l'attuale Piene Haute, in Valle Roia, è stata per secoli, l'ultimo baluardo della Repubblica di Genova nella Liguria occidentale. La presenza di una guarnigione genovese agli ordini del castellano non impedì a Penna di avere propri statuti, una propria amministrazione e consoli nominati dal parlamento. I suoi statuti sono tra i più antichi, di cui abbiamo documentazione, essendo stati promulgati nel 1272, solo pochi anni dopo quelli di Apricale (1267). Lo studio analizza il contenuto dei vari capitoli, molto sintetici, e li confronta con quelli di Apricale assai più dettagliati e le norme regolano vari delitti, tra i quali trovano grande risalto oltre all'omicidio, i furti in casa ed in campagna di cose e animali. Vengono esaminati anche gli statuti campestri del 1612, dedicati alla protezione delle culture, delle risorse vegetali e alla regolamentazione del bestiame e del pascolo, che sono confrontati con quelli di di Pigna e Rocchetta, che si trovano nel confinate territorio sabaudo. Lo studio degli statuti e l'utilizzo di documenti inediti consente di acquisire dati interessanti sulle condizioni di vita della popolazione locali.

PH. PERGOLA, Comunicare la storia: dalla civitas romana alla città episcopale del medioevo alla luce dell'archeologia

A. GARRISI, La chiesa e il monastero di San Calocero al Monte. Un antico spazio cristiano ad Albenga


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